Valutare la ricerca nelle scienze umane e sociali: riflessioni da RESSH2026

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Tra il 22 e il 24 aprile, l’Università degli Studi di Milano ha partecipato a RESSH2026 – Scientific autonomy under pressure, un convegno dedicato a un tema sempre più centrale nel dibattito accademico: l’evoluzione dei sistemi di valutazione della ricerca nelle scienze umane e sociali.

L’evento ha riunito studiosi, policy maker e professionisti del settore, offrendo un’importante occasione di confronto su questioni cruciali come l’integrità scientifica, i modelli di valutazione, la governance della ricerca e il ruolo delle infrastrutture informative. Il tutto in un contesto caratterizzato da crescenti pressioni politiche, economiche e tecnologiche, che influenzano profondamente le dinamiche della produzione scientifica.

Nel corso della conferenza, le data steward dell’Ateneo (Carolina Manfredini, Margherita Criveller e Laura Giovinazzi) hanno presentato due contributi complementari. Il primo ha esplorato il ruolo dell’Open Science come progetto non solo tecnico, ma anche culturale e di governance. Partendo dall’esperienza dell’Università, è emerso come infrastrutture aperte, collaborazione istituzionale e attività di disseminazione possano contribuire a rafforzare l’autonomia scientifica e a promuovere pratiche di valutazione più trasparenti e responsabili.

Il secondo intervento ha affrontato un fenomeno sempre più discusso: quello delle paper mills. L’analisi proposta ha evidenziato come queste pratiche non rappresentino soltanto forme di frode individuale, ma siano anche il risultato di pressioni sistemiche generate da modelli valutativi fortemente orientati alla performance e alla logica del publish or perish.

Le presentazioni hanno suscitato interesse e favorito un dialogo costruttivo con la comunità internazionale, confermando l’urgenza di un ripensamento critico dei sistemi di valutazione. Un ripensamento necessario per sostenere integrità, qualità e pluralismo nella ricerca.

La valutazione della ricerca non è un processo neutrale. Al contrario, contribuisce a definire cosa viene considerato “qualità” nella produzione scientifica e influenza direttamente comportamenti, priorità e percorsi di carriera di ricercatori e ricercatrici.

Per costruire un sistema della ricerca affidabile, inclusivo e resiliente, è quindi fondamentale rivedere i criteri di valutazione, tenendo conto sia dei cambiamenti tecnologici sia delle trasformazioni nelle politiche della ricerca ma soprattutto degli effetti suscitati  dai criteri selezionati

Un sentito ringraziamento al comitato organizzatore e alla comunità scientifica riunitasi a Firenze per aver promosso un confronto così necessario su questi temi.

Le slide presentate durante la conferenza sono disponibili nella community su Zenodo (qui e qui)