La definizione e l’aggiornamento delle policy rappresentano un processo dinamico, strettamente legato alla valutazione dei risultati ottenuti. Il caso della politica di open access della Gates Foundation è emblematico: introdotta nel 2015 con l’obiettivo di diffondere l’accesso aperto rendendolo la norma, essa ha prodotto effetti solo parzialmente positivi. Sebbene ci sia stato un logico aumento dell’open access, il sistema complessivo ha mostrato criticità significative, tra cui l’incremento spesso ingiustificato ed incontrollato dei costi di pubblicazione e il rafforzamento del controllo da parte degli editori commerciali. L’open access è diventato nel corso del tempo un elemento ulteriore di discriminazione fra il nord e il sud del mondo e fra istituzioni ricche e meno ricche.
Di fronte a questi esiti non coerenti con gli obiettivi iniziali, la Fondazione ha avviato un processo di revisione della policy. Nel 2024 ha scelto di modificare in modo sostanziale il proprio approccio, introducendo l’obbligo di diffusione dei risultati della ricerca sotto forma di preprint e interrompendo il finanziamento delle Article Processing Charges (APC). Questa decisione riflette una presa d’atto delle inefficienze e delle disuguaglianze generate dal modello precedente.
Il cambiamento di policy non si limita a una correzione tecnica, ma riflette un orientamento strategico più ampio: le risorse precedentemente destinate alle APC vengono riallocate verso modelli di comunicazione scientifica più equi e sostenibili. In particolare, la fondazione sta investendo in iniziative di diamond open access, nel sostegno a infrastrutture aperte e non commerciali, e in comunità e progetti che sperimentano modelli alternativi di pubblicazione e revisione paritaria .
L’obiettivo è quello di rafforzare un sistema della ricerca inclusivo, capace di garantire la partecipazione non solo ai ricercatori finanziati, ma all’intera comunità scientifica globale. Questo implica un sostegno a partnership e iniziative collettive che promuovono trasparenza, sostenibilità economica e accesso senza barriere.
Il caso della Gates Foundation, descritto e commentato in un recente articolo su Katina dimostra come le policy per essere efficaci richiedano monitoraggio continuo, capacità di valutazione critica e disponibilità a intervenire in modo deciso quando i risultati non sono in linea con le finalità prefissate riorientando le proprie azioni. Il cambiamento diventa così parte integrante della governance delle politiche della ricerca, orientando anche le scelte di investimento verso modelli più equi e sostenibili.


