Un accordo si può anche rifiutare: l'esempio della Svizzera

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La Svizzera ha sviluppato nel corso degli anni politiche sempre più definite rispetto all’open science. La recente revisione delle politiche di open access prevede che venga assicurata la sostenibilità finanziaria dell’editoria accademica che deve avere costi ragionevoli.

Questa ragionevolezza e sostenibilità non sono state raggiunte nell’accordo proposto da Springer Nature alla Conferenza dei Rettori delle università svizzere che hanno quindi deciso (per ora) di non rinnovare l’accordo per il 2026 e di continuare con le trattative.

Le università svizzere si stanno dunque preparando ad un periodo senza abbonamenti con Springer (situazione in cui la Sorbona è dal 2018 per Springer e dal 2020 per Nature) né in lettura né in scrittura.

Le raccomandazioni sono molto chiare:

Do not use central funds for publication fees

Consider alternatives to Springer Nature

Make publications available in Open Access as secondary publications

Editors should advocate for the Swiss research community

Review activities for Springer Nature should be reconsidered

L’idea che sta alla base delle azioni intraprese dalla Conferenza dei Rettori Svizzeri è che ci sia un giusto prezzo per le pubblicazioni scientifiche che deve essere definito congiuntamente fra istituzioni ed editore e che l’open access a qualsiasi costo non sia più una opzione.