Trials and errors: se un sistema non funziona va cambiato

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A questa conclusione giunge Cancer research UK in una comunicazione sul proprio sito: We won’t be funding open access publishing any more.

E’ una scelta importante, certamente scomoda ma responsabile, frutto di una riflessione sulle azioni intraprese, i fondi investiti e i risultati ottenuti. Questa riflessione è obbligatoria per una istituzione che promuove un tipo di ricerca che coinvolge i pazienti.

We need efficient scholarly communications to spread scientific ideas via a fair economic model. We currently don’t have that. The open access movement was bold and promising, but ultimately disappointing. Now is the time to stop and call for a new way to make publishing work.

La charity riconosce che il sistema della comunicazione scientifica è fondamentale per il progresso della ricerca, ma oggi presenta gravi limiti. Per anni il modello dominante della pubblicazione accademica non ha risposto alle esigenze degli scienziati, soprattutto in termini di accessibilità ed equità economica. Il movimento dell’accesso aperto che sembrava poter condurre a un cambiamento sostanziale, è stato completamente colonizzato dall’editoria commerciale che lo ha trasformato in ulteriore fonte di profitti e ha introdotto nuovi costi e nuove forme di disuguaglianza.

Per una charity che si basa sulle donazioni si tratta di decidere come investire 5.2 milioni di sterline nei prossimi tre anni, e a quanto pare non si intende fare aumentare i profitti di un oligopolio già ricchissimo.

Ovviamente non è sufficiente disinvestire, ma è necessario un cambiamento a più livelli. Il primo passo sarà quello di modificare e ampliare le modalità di valutazione e di giudizio su qualità e impatto della ricerca, e di richiedere a chi applica per i fondi di presentare un CV narrativo che dia conto delle molteplici dimensioni della attività scientifica. Questo permetterà di prendere le distanze da quei numeri tossici che hanno portato alla attuale crisi della comunicazione scientifica e ad una economia del prestigio basata ormai molto più sulla forma che sulla sostanza. Il passo successivo sarà un ritorno al green open access attraverso il deposito in Europe PMC.

La scelta non rappresenta un rifiuto dell’accesso aperto, ma una critica all’attuale modello economico, considerato insostenibile. L’obiettivo è promuovere un cambiamento profondo: un sistema di pubblicazione più equo, in cui i costi siano sostenuti una sola volta e in modo trasparente, e che favorisca davvero la diffusione della conoscenza scientifica. Un sistema più efficiente e giusto potrebbe accelerare il progresso della scienza e portare benefici concreti soprattutto per una ricerca che coinvolge i pazienti.

La politica su open access aggiornata di Cancer research UK (sostegno del green open access e della prepubblicazione attraverso i preprint) va letta in un contesto più ampio di ripensamento sulla valutazione (CoARA), sulla gestione dei diritti sulle pubblicazioni scientifiche (secondary publication right), sulle modalità di pubblicazione promosse da governi ed enti di finanziamento (Publish Review Curate). Tutte azioni che tentano di rispondere ad un sistema in crisi ormai da anni.