Editoria scientifica: un problema complesso

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Cosa è un wicked problem? Si tratta di un problema complesso, difficile da risolvere perché la sua natura è in continuo mutamento, interconnessa ad altre questioni che ne impediscono l’identificazione. Nessuna soluzione è davvero giusta, ogni prova o tentativo di soluzione è irreversibile, non si può procedere secondo il modello trials and errors. Questo tipo di problemi sono considerati sintomi di altri problemi e non ci sono soluzioni scalabili perché ogni wicked problem è diverso dall’altro.

Sulla rivista Katina Melissa Cantrell e Lauren Collister hanno definito l’editoria scientifica un wicked problem.

We’re stuck in a moribund scholarly publishing ecosystem. Acts of refusal by academic researchers and faculty may be our only way out.

Le soluzioni proposte al problema dell’accesso libero e aperto alla conoscenza scientifica rappresentano un wicked problem, per cui ogni nuovo modello proposto non fa che creare nuovi problemi o rafforzare i problemi già esistenti.

Lo abbiamo visto chiaramente con i modelli read and publish o con i modelli pay per publish. Invece che avere costi per leggere in continuo e incontrollabile incremento, abbiamo ora costi per pubblicare in continuo e incontrollabile incremento, un aumento delle disuguaglianze (fra istituzioni che possono permettersi di pagare e istituzioni che non possono permetterselo) e un incremento della frode scientifica, dell’editoria predatoria e la nascita di nuove attività illecite (paper mills e review mills). Gli accordi trasformativi presentati come soluzione ai problemi di sostenibilità e di accesso si sono rivelati per quello che sono: la riproposizione dello stesso identico modello che si voleva superare

Once they lose their initial luster, we see these “tarnished agreements” for what they are—the same old model being presented again and again

Secondo le autrici iniziative come il Nelson memorandum o come Plan S hanno consolidato quegli stessi modelli che volevano reinventare completamente. trovandosi intrappolati in un vicolo cieco.

L’editoria scientifica viene definita come un ecosistema moribondo:

it’s in decline due to financial pressures, complex and restricted systems of access, collapsing peer review, perverse incentive structures, as well as a lack of meaningful change and adaptation

Oggi abbiamo tutti gli strumenti (tecnologici e di know how) per poter uscire da questo problema complesso, ma si preferisce cercare soluzioni che fanno precipitare l’editoria scientifica in altri problemi complessi. Gli accordi trasformativi hanno dunque dimostrato la incapacità di queste misure di risolvere i problemi di disuguaglianza e sostenibilità connessi alla editoria scientifica.

Gli editori (almeno i monopolisti) hanno in ogni caso già capito da tempo (e ben prima delle istituzioni) che nel lungo termine il loro business potrebbe svanire e hanno cominciato a concentrare i loro sforzi sulla analisi dei dati.

E quindi come uscire da questo wicked problem evitando di ricadere in un altro wicked problem?

Qualche segnale lo abbiamo visto: le dimissioni di interi editorial board, il sostegno e il ricorso a iniziative diamond e a infrastrutture scholar led; le autrici sembrano suggerire che la soluzione non possa e non debba essere calata dall’alto (come è stato fatto dal governo Trump), ma che stia nelle comunità scientifiche, nei ricercatori nei diversi ruoli che ricoprono (politici, scientifici, amministrativi).

For academics trapped in the moribund ecosystem of scholarly publishing and its various “transformative” models, which will come first—the collapse and ruin of decrepit budget models, or a collective refusal and commitment to build a system of our own?