Un recente articolo apparso su Science affronta il tema del cattivo uso (a detrimento della scienza) che può essere fatto dei risultati di una attività, quella degli “investigatori della scienza” (science sleuths). Queste figure, nate da qualche anno, sulla scorta della constatazione che ci sono molte ricerche in cui gli autori tendono a “tagliare gli angoli”, usare immagini già prodotte per altre ricerche, escludere i risultati negativi o modificare i dati, sono impegnate a rilevare irregolarità, ritocchi, o duplicazioni nell’uso soprattutto delle immagini con l’idea di migliorare la ricerca che dovrebbe poi servire per il bene della società. Molte di queste segnalazioni (anche se con tempi spesso estremamente lunghi), hanno portato a retractions, e servono da caso di studio e da esempio da portare soprattutto per la formazione dei giovani ricercatori. Queste segnalazioni e le reazioni sollecitate e le risposte ottenute sono anche la dimostrazione della capacità di autocorrezione della scienza.
Ora, nessuno degli investigatori della scienza, scienziati loro stessi, pensa di screditare la scienza, semmai alcune pratiche di alcune persone, o di alcune riviste che non pongono sufficiente attenzione a quanto viene pubblicato e ai processi di validazione, o di alcune istituzioni che non affrontano con sufficiente serietà i casi di cattiva condotta scientifica.
Qualcuno però, e primo fra tutti il ben noto RFK jr. stanno pensando di utilizzare quelli che sono casi isolati (anche se in crescita) per garantire alla politica la possibilità di intromettersi nelle questioni che riguardano la scienza, con conseguenze davvero catastrofiche per alcuni ambiti di ricerca.
Il documento della Casa Bianca for Gold Standard Science è certamente un primo passo, che prende spunto dai risultati della attività degli investigatori della scienza. A questo documento si sono accompagnate altre iniziative come quella di rinunciare alla letteratura scientifica internazionale per creare riviste scientififiche americane che invece che rispondere ai principi del mercato rispondano ai principi e alle decisioni della politica.
Comunque si tratta di un uso sbagliato e non voluto da chi da anni è impegnato a lavorare per decontaminare la ricerca scientifica a favore di una ricerca trasparente riproducibile e soprattutto libera da condizionamenti esterni (da qualsiasi condizionamento).


